13 maggio 2008

3 PROSCIUTTI SU 4 SONO ORMAI STRANIERI


(AGI) - / mag - Tre prosciutti (cotti e crudi) su quattro sono ormai stranieri. Cioe', un prodotto con cosce di suino importate dall'estero. E con nomi di fantasia si cerca anche di confondere il consumatore spacciandoli per "made in Italy": "prosciutto del contadino", "prosciutto nostrano", "prosciutto di montagna", "dolce di Langhirano". A segnalarlo e' la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per questa "invasione" (nel 2007 ne sono arrivati oltre frontiera piu' di 60 milioni) che rischia di avere pesanti conseguenze per i nostri allevatori di suini, gia' alle prese con una serie di gravi difficolta'. D'altra parte, proprio i suinicoltori italiani -avverte la Cia- dopo anni di calo del prezzo dei suini e aumenti vertiginosi dei costi di produzione hanno deciso: " lo sciopero del prosciutto". Il primo effetto e' che gia' quattro milioni di suini non saranno certificati dagli allevatori. Il rischio reale e' la scomparsa dalle tavole degli italiani di ben 16 Dop (Denominazione d'origine protetta) di prosciutti e salami. D'altronde, basta un dato per far capire la situazione in cui versano piu' di centomila allevatori italiani. Fatto cento il valore finale dell'intero suino, il costo pagato all'allevatore -segnala la Cia- corrisponde a poco meno del 15 per cento di quello che spende il consumatore. Il restante 85 per cento e' da dividere tra macello, industria e dettaglio. Un prezzo, quindi, che si gonfia lungo tutta la filiera.(AGI)