28 febbraio 2008

Topi nelle patatine, chiusa e poi riaperta la Pai


NOVARA, E’ LA SECONDA VOLTA IN SETTE MESI

I Nas: tracce di animale in un sacchetto

Per la seconda volta nel giro di sette mesi, il sindaco di Novara Massimo Giordano, con un’ordinanza emessa ieri pomeriggio, ha messo i sigilli allo stabilimento Pai, il tempio storico di produzione delle patatine. La decisione a seguito del rapporto dei Nas di Torino che hanno evidenziato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali. Chiusura a tempo indeterminato, in attesa dei provvedimenti e degli interventi per la messa a norma. Ma non si prevedono tempi brevi questa volta. Rispetto alla precedente chiusura avvenuta nell’estate scorsa, la situazione appare decisamente più critica. Eppure in seguito all’ordinanza del sei agosto scorso, l’azienda aveva annunciato un investimento finanziario di oltre 18 milioni di euro per adeguarsi alle richieste avanzate dall’Asl. Il blitz dei Nas sarebbe scattato in seguito a una segnalazione di un consumatore campano, pare della provincia di Salerno, che avrebbe trovato in una confezione di patatine resti di «materiale organico». Dall’Asl campana che sta facendo le analisi, un commento stringato: «E’ qualcosa che non appartiene al mondo vegetale». Da qui la denuncia e l’immediato sopralluogo nello stabilimento di Novara, che dà lavoro a 130 dipendenti. Il sindaco di Novara Massimo Giordano non nasconde la propria preoccupazione per questo nuovo episodio che riguarda il colosso alimentare: «E’ una brutta vicenda, ne avrei fatto volentieri a meno anche per le conseguenze che ricadono sui lavoratori. Ma ho dovuto prendere atto della necessità e dell’urgenza dell’ordinanza dato che gli interventi da eseguire sono stati giudicati incompatibili con la contestuale prosecuzione della produzione di alimenti».Non si sa sino a quando l’azienda rimarrà chiusa. Lo scorso anno, anche in quel caso dopo la denuncia di un consumatore piemontese che aveva trovato un insetto in un sacchetto, l’Asl era intervenuta sollecitando la Pai a mettersi in regola. Invito disatteso o recepito con troppa lentezza e così agli inizi di agosto il sindaco aveva firmato l’ordinanza: anche in quella circostanza il testo non faceva riferimento all’episodio specifico ma ad alcune anomalie igieniche riguardanti i locali dove vengono conservate le patate fresche, pronte per essere lavorate e dove vengono cotte: il pavimento presentava un’intercapedine di sughero che si era seccato e si erano staccate alcune piastrelle. All’azienda erano stati imposti anche lavori alle zanzariere e ai pavimenti, tinteggiatura delle pareti e rinnovo delle pale con cui si impacchettavano le patate. L’esecuzione delle opere previste si era protratta e così era stata emessa l’ordinanza, senza però mai sospendere l’attività, perché - d’accordo sindacati e azienda - bloccare tutto nel cuore dell’estate sarebbe stato un colpo mortale per il mercato.La decisione di ieri, invece, è drastica. Nessuna deroga, blocco totale della produzione e chiusura dello stabilimento, che alle 18 di ieri sera ha terminato di sfornare patatine. Almeno fino a quando tutto non sarà a posto. I sindacati si dichiarano molto preoccupati: la cassa integrazione terminata da pochi giorni era legata al processo di ammodernamento imposto ad agosto. «Mancava solo la parte delle friggitrici - dicono i sindacalisti - il resto era stato completato». La Pai appartiene al gruppo San Carlo, azienda che opera nel settore chips, snack, pani e dolci. Dallo stabilimento di Novara ogni giorno si producono 65 tonnellate di patatine, circa 55 mila l’anno. E ogni giorno escono 27 Tir diretti a supermercati e negozi di tutta Italia. Il mercato domestico assorbe circa il 95 per cento della produzione.
Lunedì 03.03.08 lo stabilimento ha pripreso a funzionare dopo parere positivo dei NAS

(La Stampa. it - 26.02.2008)

27 febbraio 2008

CONSORZIO PARMIGIANO-REGGIANO: PARMESAN E' SOLO IL NOSTRO

Il termine ''Parmesan'' non e' affatto generico e costituisce una evocazione della denominazione ''Parmigiano-Reggiano''

Secondo l'Avvocato generale, anche la sentenza della Corte di Giustizia delle Comunita' europee non lascia dubbi: il suo uso per formaggi non conformi al disciplinare costituisce una violazione alla nostra DOP. ''Una sentenza -sottolinea Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano- che finalmente sgombra definitivamente il campo dalle ambiguita' dietro le quali si sono nascosti contraffattori che hanno procurato danni economici e d'immagine ad un prodotto cui si lega l'attivita' di 20.000 operatori e che, all'origine, vale oltre 800 milioni di euro e circa 1.500 al consumo. La sentenza e' una vittoria per tutti questi operatori e per tutti quei consumatori a favore dei quali abbiamo consolidato forti meccanismi di tutela, ma che in questi anni si trovati di fronte a denominazioni ingannevoli immessi sul mercato da industrie che abbiamo portato spesso in sede giudiziaria, ma che da ora sanno che non potranno piu' giocare su ammiccamenti o subdole forme di imitazione''. ''E' un risultato per il quale esprimiamo gratitudine a quanti sono scesi in campo a tutela del Parmigiano-Reggiano -aggiunge Alai- e in primo luogo alla Commissione Europea che ha aperto la procedura e al ministero per le politiche agricole ed agroalimentari per la pressante azione esercitata in sede UE e per le professionalita' che ha messo in campo in questa delicata vertenza''.

22 febbraio 2008

DOP PER LA TINCA GOBBA DORATA

A breve regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale Ue

La tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino diventa un prodotto a marchio Dop.
Il via libera della Commissione europea sul riconoscimento della denominazione di origine protetta sarà ufficializzato nei prossimi giorni dalla pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta ufficiale dell'unione europea. La tinca, spiega una nota dell'assessorato regionale all'Agricoltura, è un pesce di acqua dolce, che appartiene alla famiglia dei ciprinidi ed è caratteristica dell'area del Pianalto, un vasto altipiano di terre argillose, che comprende 24 comuni delle Province di Torino, Asti e Cuneo, estendendosi dal Roero verso la pianura del Po. L'allevamento di questa specie avviene in stagni di origine artificiale, scavati in invasi dal caratteristico colore rosso, che sembrerebbe essere la causa dei riflessi giallo-oro che danno la denominazione di tinca dorata. La tinca dorata è particolarmente apprezzata per la carne soda, non grassa e dal gusto delicato.

Un pò di numeri sui prodotti DOP:

  1. 9 formaggi (Bra, Castelmagno, Murazzano, Raschera, Robiola di Roccaverano, Toma piemontese, Gorgonzola, Grana padano, Taleggio; il Riso di Baraggia biellese e vercellese e i Salamini alla cacciatora),

  2. 4 prodotti Igp (Nocciola del Piemonte, Mortadella di Bologna, Castagna Cuneo, Salame Cremona),

  3. 13 Docg,

  4. 44 Doc per il settore vitivinicolo.

(22 febbraio 2008 - Apcom)

19 febbraio 2008

IL GELO INFIAMMA I PREZZI AL MERCATO

Allarme I rincari ancora non sono arrivati al banco ma gli agricoltori hanno già dichiarato la stangata I consumatori: pronti a denunciare gli speculatori. Il Garante Lirosi: moratoria per gli annunci

Ad annunciare l'ennesima stangata sui consumi è stata la Cia, la Confederazione degli agricoltori, secondo la quale l'aumento minimo che le massaie troveranno al banco sarà del 20%. I rincari, secondo gli esperti, sono nient'altro che il riflesso dei danni nell'agricoltura, che si traducono in aumenti alla produzione. Sulle stime dei rincari ha gettato acqua sul fuoco Marco Venturi, presidente della Confesercenti, secondo cui si tratta di ipotesi «un po' azzardate». Anche se allo stesso tempo, ha rilevato, «siamo in un libero mercato, se non c'è un prodotto aumenta la sua richiesta e i prezzi aumentano». Dunque ai cittadini non resta altro che combattere con le armi del mercato, e cioè limitando gli acquisti. Così è già stato nel 2007 secondo la Coldiretti che, lo scorso anno, ha registrato un calo dello shopping familiare del 2,7% per la frutta e del 3,1% per la verdura con una spesa di 6,8 miliardi equivalente a 4,3 milioni di tonnellate. I consumatori comunque non sono rimasti con le mani in mano. «Non sono giustificabili nuovi aumenti dei prezzi al dettaglio di frutta e verdura solo perché fa freddo d'inverno» ha detto Carlo Pileri, presidente dell'Adoc. Il Codacons, poi, ha messo a disposizione dei cittadini che vogliano segnalare aumenti ingiustificati dei prezzi nel settore ortofrutticolo il numero verde gratuito 800.911.911. E minacciato - con il presidente Carlo Rienzi - esposti alla magistratura. La stessa linea annunciata dal capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli secondo il quale «servono provvedimenti concreti in grado di prevenire gli aumenti ingiustificati dei prezzi» preannunciando l'invio di un esposto alla Procura della Repubblica ed all'autorità Antitrust «per fare piena luce sugli annunciati rincari dei prezzi dei generi alimentari, in particolare frutta e verdura». Insomma il fronte anti rincari è compatto. La spia è data dal fatto che Mr. Prezzi ha chiesto una moratoria «sugli annunci nei confronti delle associazioni d'impresa» dopo aver verificato che l'aumento dei costi prima di verificarsi sia stato annunciato. Il Garante Lirosi ha segnalato che «stiamo ingenerando aspettative inflazionistiche su annunci allarmistici privi di fondamento. Chiedo una moratoria alle associazioni d0impresa, in particolare quelle del mondo agricolo, che ogni giorno fanno dichiarazioni di aumenti di prezzi». Secondo Lirosi a subire gli effetti del gelo potrebbero essere solo cinque prodotti (tra cui zucchine, cavoli e carciofi), dal momento che gli altri sono coltivati in serra.

08 febbraio 2008

SOFFRI DI PRESSIONE ALTA? BEVI SUCCO DI BARBABIETOLA


Secondo uno studio sperimentale ne basterebbe mezzo litro nell'arco delle 24 ore: dopo 3 o 4 giorni il calo dell'ipertensione si fa più pronunciato. Promosse anche le verdure con nitrati.

Roma, 6 febbraio 2008 - Bere mezzo litro di succo di barbabietole al giorno diminuirebbe in modo significativo la pressione alta. Ma fanno bene anche bevande che contengono nitrati, che si trovano anche verdure a foglie verdi. Un modo nuovo e a basso costo per salvare la vita degli ipertesi.
Lo dice uno studio del Barts and The London School of Medicine e della Peninsula Medical School pubblicato su Journal Hypertension.
La pressione alta è causa di circa il 50% delle malattie coronariche e quasi il 75% degli infarti. Inoltre, più del 25% della popolazione adulta mondiale è ipertesa ed è stato stimato che queste cifre aumenteranno del 29% nel 2025. In via sperimentale, è stato visto che basta meno di un'ora, dopo aver bevuto il succo di barbietola, per notare una significativa riduzione della pressione sanguigna; una riduzione che dopo tre-quattro ore si presenta in modo più pronunciato.

Lo stesso grado di abbassamento si continua ad osservare anche dopo 24 ore. "La nostra ricerca - ha osservato Amrita Ahluwalia coordinatore della ricerca - suggerisce che bere succo di barbabietola o mangiare verdure ricche di nitrati è il modo più semplice per mantenere sano il proprio sistema cardiovascolare. Un modo per tenere sotto controllo, ogni giorno, il rischio di un aumento della pressione sanguigna".

L'effetto positivo delle barbabietole è dato da una complessa reazione chimica nella quale i nitriti contenuti nel succo vengono convertiti dai batteri che sono sulla lingua in nitriti. Che a loro volta, se inghiottiti, nell'ambiente acido dello stomaco sono nuovamente convertiti in ossido nitrico o rientrano in circolazione come nitriti. La barbabietola con i suoi benefici effetti, si inserisce, dunque, nel quadro di una dieta ricca di frutta e verdure che riceve il plauso del mondo scientifico.

06 febbraio 2008

IL PASTIFICIO RANA STRINGE LA MANO ALLA STAMPA INGLESE


A Londra, un evento dedicato in cui il top management racconta l'Azienda e i suoi prodotti