20 dicembre 2012

Crollano le vendite al dettaglio, male il settore alimentare

Dati Istat: a ottobre una caduta dell'1 per cento rispetto a settembre e del 3,8% su base annua. Si tratta del quarto calo mensile consecutivo e del settimo tendenziale. Dati Istat
ROMA - L'indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio ha segnato a ottobre un calo congiunturale dell'1%. Lo rileva l'Istat. Rispetto a ottobre 2011, l'indice grezzo del totale delle vendite segna una diminuzione del 3,8%. QUARTO CALO CONSECUTIVO. Quello di ottobre è il quarto calo mensile consecutivo. Nella media del trimestre agosto-ottobre 2012 l'indice è diminuito dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel confronto con settembre 2012, le vendite diminuiscono dell'1,3% per i prodotti alimentari e dell'1,0% per quelli non alimentari. MALE L'ALIMENTARE. Rispetto ad ottobre 2011, l'indice grezzo del totale delle vendite segna una diminuzione del 3,8%, sintesi di flessioni del 2,9% per i prodotti alimentari e del 4,0% per quelli non alimentari. Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con ottobre 2011, una diminuzione sia per la grande distribuzione (-4,8%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-3,0%). Archivio RAI - 20.12.2012

02 ottobre 2012

Nuovo elenco degli aromatizzanti ammessi negli alimenti venduti in Ue

Nuovo elenco degli aromatizzanti ammessi negli alimenti venduti nel vecchio continente. La Commissione europea ha adottato, infatti, due atti legislativi che renderanno "più sicuro e trasparente l'uso di sostanze aromatizzanti nei prodotti alimentari: l'industria alimentare potrà impiegare unicamente le sostanze che figurano sugli elenchi approvati". Le sostanze aromatizzanti, che servono a modificare il gusto o l'odore degli alimenti, sono usate da tempo in moltissimi prodotti, come bibite, dolciumi, cereali e yogurt. L'Unione europea, ricorda la Commissione in una nota, ha deciso di effettuare una valutazione di queste sostanze. "Grazie agli sforzi compiuti dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e da altri organismi scientifici, la regolamentazione in materia renderà più trasparenti le informazioni destinate ai cittadini e al settore industriale. Sarà più facile per gli interessati sapere esattamente quali sostanze aromatizzanti possono essere utilizzate negli alimenti", dichiara John Dalli, commissario responsabile per la salute e la politica dei consumatori.
I due nuovi testi legislativi chiariranno e armonizzeranno le modalità d'uso delle sostanze aromatizzanti nel mercato unico: il primo regolamento introduce una lista di sostanze aromatizzanti che possono essere utilizzate nei prodotti alimentari in tutta l'Unione europea. Essendo applicabile a decorrere dal 22 aprile 2013, l'industria alimentare europea "ha il tempo di adeguarsi alle nuove regole". Le sostanze aromatizzanti che non figurano nell'elenco saranno vietate dopo un periodo transitorio di 18 mesi. Il secondo regolamento riguarda le misure transitorie per gli altri aromi, come quelli di origine non alimentare, e sarà applicato a decorrere dal 22 ottobre 2012. Il nuovo elenco comprende più di 2.100 sostanze aromatizzanti autorizzate. Altre 400 sostanze resteranno sul mercato in attesa che l'Efsa concluda la sua valutazione. Per ogni categoria di prodotti alimentari saranno indicate le sostanze aromatizzanti ammesse e gli usi consentiti. L’elenco sarà disponibile anche online, così i consumatori, le imprese del settore alimentare e le autorità nazionali di controllo alimentare potranno sapere con facilità quali sostanze aromatizzanti sono autorizzate per i vari prodotti alimentari. "Una sostanza aromatizzante - ricorda la Commissione - può essere autorizzata solo se rispetta le seguenti condizioni: non presenta rischi per la salute del consumatore alle dosi proposte, secondo i dati scientifici disponibili; il suo uso non induce in errore il consumatore". Possono essere presi in considerazione anche altri fattori, ad esempio di ordine etico, ambientale o legati alle tradizioni. Le autorità nazionali competenti devono garantire che i prodotti alimentari contenenti sostanze aromatizzanti non autorizzate siano ritirati dal mercato. Devono inoltre segnalare queste sostanze alla Commissione europea e agli altri Stati membri attraverso il Sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi dell'Unione europea. Roma, 2 ott. - (Adnkronos Salute)

17 settembre 2012

A tavola ancora troppi errori per gli Italiani
«Gli italiani fanno ancora troppi errori a tavola». Così Andrea Ghiselli, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione, sintetizza i risultati dell'Indagine nazionale sui consumi alimentari in Italia condotta dall'Istituto su oltre tremila persone fra il 2005 e il 2006, i cui risultati definitivi sono stati pubblicati di recente. INDAGINE – I partecipanti sono stati arruolati in tutto il Paese ed è stato chiesto loro di compilare un diario alimentare per tre giorni consecutivi, bilanciando giorni festivi e feriali e ripetendo la rilevazione in diversi momenti dell'anno per tenere conto della variabilità stagionale. Uno dei risultati più evidenti è che nonostante tutte le raccomandazioni a non farlo, tuttora trascuriamo la colazione: c'è chi beve solo un caffè, chi magari aggiunge due biscotti, così in media il primo pasto della giornata è meno abbondante del dovuto. «Dovremmo introdurre il 20 per cento delle calorie, arriviamo appena all'11 per cento. Risultato, a pranzo siamo affamati e mangiamo di più – riferisce Ghiselli –. Poi, per correre ai ripari e smaltire il peso, si fa un altro sbaglio: anziché ridurre in modo equilibrato l'apporto calorico la maggioranza taglia solo pane e pasta, senza diminuire proteine e grassi che consumiamo in eccesso». Il pranzo resta il pasto più amato, visto che introduciamo a mezzogiorno circa il 43 per cento delle calorie giornaliere; poi però, complice la colazione scarsa, a cena esageriamo e arriviamo al 38 per cento delle calorie, decisamente troppe per il pasto che precede il riposo. ALIMENTI – E se la distribuzione dei pasti non è ideale, non va meglio con le scelte alimentari: per il consumo di frutta e verdura, con 418 grammi al giorno, siamo appena sopra al minimo sindacale indicato dalla FAO (400 grammi). Il frutto preferito degli italiani è la mela, mentre le verdure che scegliamo più spesso, escludendo il pomodoro in tutte le sue forme (come le conserve) sono lattuga e carote. Ci confermiamo amanti di pasta, pane e pizza che la fanno da padroni sulle nostre tavole: oltre il 90 per cento del campione li ha portati in tavola almeno una volta nei tre giorni dell'indagine e in media mangiamo quasi un etto di pane al giorno a cui si aggiungono 50 grammi di pasta. Fra i formaggi stravince la mozzarella, il merluzzo è il pesce preferito dalla maggioranza. Tuttavia pesce e uova, alimenti salutari e buoni, vengono consumati una volta alla settimana soltanto dal 70 per cento degli italiani. Che oltretutto snobbano i legumi, fra i cibi più salutari a nostra disposizione: li mangia una volta a settimana solo un italiano su tre. TROPPA CARNE – In compenso è davvero troppa la carne, fresca e conservata: mangiamo in media 700 grammi di carne rossa alla settimana, mentre l'International Agency for Research on Cancer consiglia di limitarsi a 400 per non aumentare il rischio di tumore. Amiamo soprattutto la carne di bovino, rispetto al pollo e altre carni bianche: insomma, un vero disastro. «Introduciamo il doppio delle quantità raccomandate di salumi e in media una porzione di carne al giorno mentre i legumi, fonte di proteine e preziose fibre, li mangiamo meno di una volta alla settimana – spiega Ghiselli –. Basterebbe sostituire due-tre porzioni di carne con fagioli, lenticchie o ceci per migliorare l'alimentazione e anche dimagrire: abbiamo infatti il poco invidiabile primato della popolazione più sovrappeso d'Europa». Questo probabilmente anche grazie all'amore per le bevande zuccherate: il 10-15 per cento degli italiani consuma quotidianamente bevande a base di cola o succhi di frutta, un vero concentrato di calorie. Elena Meli 17 settembre 2012 - Corriere della Sera > Salute > Nutrizione

17 luglio 2012

Coldiretti, stop pesce fresco per il 'fermo pesca'

Stop al pesce fresco in grigliate e fritture per l'avvio del fermo pesca che ha bloccato le attivita' della flotta italiana per favorire il ripopolamento del mare. A darne notizia e' Coldiretti ImpresaPesca nel sottolineare che il fermo pesca e' partito oggi dall'Adriatico e interessa inizialmente la parte che va da Trieste a Rimini fino al 27 agosto per 43 giorni consecutivi. Dopodiche' - sottolinea la Coldiretti - si tornera' in mare ma - precisa la Coldiretti - nelle dieci settimane successive alla ripresa l'attivita' sara' pero' limitata a tre giorni, come gia' lo scorso anno. Il fermo e' una necessita' per salvare il settore, anche se dolorosa per le vacanze, con il venir meno del pesce del Nord Adriatico in un momento in cui - sostiene impresa pesca Coldiretti - anche per effetto del grande caldo si registrano consumi in aumento del 15 per cento e prezzi contenuti. Il rischio e' - precisa Impresapesca Coldiretti - di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove in questo momento non e' in atto il fermo pesca (Tirreno e Sud Adriatico). Infatti da Pesaro a Bari - conclude la Coldiretti - l'interruzione dell'attivita' di pesca iniziera' infatti dal 6 agosto fino al 17 settembre mentre da Brindisi a Imperia dal 3 settembre al 2 ottobre mentre nelle regioni Sardegna e Sicilia l'interruzione ha durata di almeno trenta giorni ma e' disposta con provvedimento regionale. (AGI) - Roma, 16 lug. -

09 luglio 2012

Nuove regole per la sicurezza alimentare dal Codex

Dalle Nazioni Unite arrivano nuove norme riguardanti la sicurezza alimentare, coinvolgono alcuni alimenti in particolare: melamina (contenuta nel latte in polvere per neonati); molluschi, meloni e fichi secchi. Inoltre sono state date indicazioni circa l’etichettatura dei prodotti e l’istituzione, nei prossimi anni, di un sistema di standard di sicurezza alimentare che coinvolga tutti gli Stati. La melamina viene utilizzata per aumentare il contenuto proteico di alcuni alimenti, ma ad alte concentrazioni può diventare letale. Nel 2010 la commissione del Codex ha introdotto un livello massimo di 2 mg/Kg per gli alimenti per neonati e 2.5 mg/Kg per altri alimenti. Adesso tale lkimite è stato abbassato ulteriormente a 0.15 mg/Kg negli alimenti per lattanti. Per ciò che riguarda la frutta secca le nuove norme riguardano le aflatossine, tossine prodotte dalle muffe e tossiche se concentrate. L’ONU ha quindi stabilito un limite di 10 mg/Kg nei fichi secchi, oltre a stabilire la procedura per effettuare le analisi degli alimenti. Il melone, molto apprezzato in questo periodo e venduto spesso in fette, una volta aperto può essere un ottimo rifugio per le colonie batteriche che si annidano nella sua polpa. È stato quindi deciso che appena tagliato deve essere conservato, avvolto e poi conservato e distribuito a una temperatura uguale o inferiore a 4°C, inoltre le lame del coltello utilizzato per tagliarlo devono essere disinfettate regolarmente. Per ciò che riguarda l’igiene alimentare di molluschi, cozze, ostriche e altri frutti di mare sono state stabilite delle procedure di controllo food-borne viruses dal momento che i virus, a differenza dei batteri, sono molto più resistenti. È proprio da questi alimenti, se non controllati o mal conservati, che si può contrarre l’epatite A. Il principale luogo di contaminazione sono le acque di coltivazione, ed è propri qui che verranno effettuati i maggiori e più severi controlli. Tali decisioni sono state prese nel corso dell’incontro della Commissione Codex Alimentarius tenutosi dal 2 al 7 luglio a Roma e alla quale hanno partecipato 600 delegati in rappresentanza di 184 paesi. (09.07.2012 http://news.pmiservizi.it/news/sicurezza-news/nuove-regole-sicurezza-alimentare-codex.html)

03 aprile 2012

Foggia, sequestri olio e passate pomodoro


Tremila e cinquecento litri di olio e 2600 chilogrammi di passate di pomodoro sono stati sequestrati dagli uomini del Corpo forestale dello Stato di Foggia e Ascoli Satriano nel corso dell'operazione "Olio Sicuro". Un'operazione finalizzata a garantire la genuinita' del prodotto particolarmente apprezzato sul mercato nazionale e tutelato dalla Denominazione Origine Protetta (D.O.P.) e salvaguardare nel contempo gli interessi e la salute dei consumatori. Gli investigatori hanno effettuato una serie di accertamenti negli stabilimenti oleari presenti in Capitanata allo scopo di verificare la corretta rintracciabilita' dell'olio in tutte le fasi della lavorazione e commercializzazione nonche' verificare la corrispondenza tra il prodotto presente negli stabilimenti e il prodotto registrato nel sistema informativo del SIAN (Sistema Informativo Agronomico Nazionale). Quindici i frantoi controllati dai forestali, che hanno sequestrato 5 serbatoi di olio extravergine di oliva per un totale di 3500 litri e 2600 chilogrammi di pomodorini in salsa e passata di pomodoro in quanto privi di identificativi e indicazioni atte a garantire la rintracciabilita' del prodotto. Inoltre sono state accertate 5 violazioni amministrative riguardanti la corretta identificazione delle partite sui serbatoi per una totale di cinquemila euro.
(AGI) - Foggia, 2 apr.

28 febbraio 2012

Sagre, nuovo regolamento del Comune di Arezzo


Novità per quanto riguarda le sagre che si svolgeranno ad Arezzo e nella sua Provincia, dopo il Piemonte infatti anche il Comune aretino decide di rivedere tutta la normativa legata a questi particolari appuntamenti enogastronomici.

Come cambiano le sagre nel territorio
Il regolamento proposto e approvato all’unanimità ha intanto rimarcato quale debba essere il significato di una sagra e cioè quello un evento legato alle tradizioni folcloristiche o culturali, che abbia carattere occasionale o temporaneo e dove si esercita la somministrazione di alimenti e bevande.

Proprio sulla somministrazione degli alimenti è stato aggiunto un emendamento ad hoc che va a specificare come negli alimenti somministrati debbano prevalere le tipicità del territorio e rispettare la sicurezza alimentare della cosiddetta filiera corta.

La normativa si è resa necessaria per cercare di regolamentare il numero sempre crescente di sagre che in qualsiasi periodo dell’anno e praticamente nella totalità dei paesi del Comune, esclusa dal regolamento la famosa Giostra di Arezzo.

Due sono gli aspetti che una sagra deve abbinare: tradizione culturale e somministrazione di alimenti e delle bevande, non sarà più possibile aver una sagra caratterizzata esclusivamente da attività di somministrazione.

Stabilita anche la durate per questi eventi, le varie associazioni e pro loco avranno 12 giorni l’anno per organizzare feste di paese, queste 12 giornate potranno essere frazionate in tre distinti periodi, entro il 30 Novembre di ogni anno la giunta comunale approverà il calendario per le sagre dell’anno successivo.

Viene anche vietata la concomitanza di più sagre nello stesso luogo, frazione o quartiere che sia.

Infine gli organizzatori, 30 giorni prima dell’inizio della manifestazione, saranno obbligati a presentare al Comune la denuncia di inizio attività di somministrazione temporanea, inoltre i vari addetti che manipolano alimenti dovranno essere in possesso dell’attestato del relativo corso HACCP che devono frequentare.

martedì 28 febbraio 2012 - www.pmiservizi.it

20 febbraio 2012

L'hamburger in provetta


Il "prototipo" ottenuto da ricercatori olandesi tramite cellule staminali bovine. Dovrebbe essere pronto in autunno, ma ha due problemi: è costato 250mila euro e non ha ancora sapore. In futuro, però, potrebbe sfamare la popolazione mondiale. Studio

ROMA - Sarà un hamburger a salvare il pianeta. Non è il nuovo slogan della solita multinazionale della ristorazione veloce, ma la profonda convinzione del team di ricercatori olandesi che ha messo a punto la produzione in provetta della celebre polpetta schiacciata. Prodotto partendo da cellule staminali bovine, l'hamburger da laboratorio potrebbe nutrire la popolazione mondiale, in costante aumento con conseguente pressione sulle limitate risorse di madre terra. Inoltre, potrebbe salvare la vita a milioni di animali ed essere di enorme aiuto alla lotta contro i cambiamenti climatici.

L'hamburger artificiale dovrebbe essere pronto in ottobre. E' stato Mark Post, direttore del dipartimento di fisiologia dell'Università di Maastricht, ad annunciarlo al mondo durante il meeting della American Academy of Arts and Sciences in corso a Vancouver, Canada. Lo scopo della ricerca, ha premesso Post, è sviluppare un modo di produrre carne efficiente sia dal punto di vista ambientale sia in vista dell'aumento della popolazione mondiale previsto per i prossimi decenni. Nei prossimi 40 anni, ha sottolineato il ricercatore, la domanda mondiale di carne raddoppierà. "E già ora usiamo il 70% della capacità dell'agricoltura per gli allevamenti - ha spiegato Post al Guardian -. Del resto, è noto che l'allevamento contribuisce al riscaldamento climatico con le emissioni di metano, un gas venti volte più potente del co2, che rappresenta il 18% del totale delle emissioni di gas a effetto serra.
E' chiaro che ci servono alternative". E l'alternativa, dunque, potrebbe venire dalla carne ottenuta in laboratorio grazie alle staminali, con cui si potrebbe ridurre l'attuale impatto ambientale fino al 60 per cento.

Il gruppo di ricerca di Mark Post è riuscito a far crescere piccoli pezzi di muscolo di circa 2 centimetri di lunghezza e un centimetro di larghezza. Il colore è biancastro e assomiglia molto a quello del calamaro. Entro l'autunno queste strisce saranno mescolate con il sangue e con del grasso artificiale per produrre degli hamburger veri e propri. Secondo i calcoli del team, saranno necessarie 3mila strisce unite a qualche centinaio di pezzi di tessuto adiposo.

Per il "prototipo", Post ha utilizzato cellule dei muscoli dello scheletro di bovini coltivate in un siero di feto di vitello. "I tessuti prodotti hanno esattamente la stessa struttura degli originali", ha spiegato lo scienziato assicurando che la carne prodotta in laboratorio potrà essere modificata per presentare alcune qualità. La tecnica può anche permettere di produrre carne da qualsiasi animale. Per quanto riguarda il sapore bisognerà attendere: "Penso che avremo bisogno di lavorare sul sapore separatamente - - ha concluso Post - cercando di capire quali componenti della carne producano effettivamente il gusto".

Altro problema: il costo del primo hamburger in provetta si aggira sui 250mila euro. Il carissimo "prototipo" dovrebbe essere cucinato da Heston Blumenthal, lo chef da tre stelle Michelin del ristorante Fat Duck di Berkshire. Post ha invitato a non lasciarsi impressionare dalle cifre: una volta dimostrato il principio, le tecniche di produzione miglioreranno e di conseguenza scenderanno anche i costi. Per rendere il processo produttivo efficiente e redditizio "avremo comunque bisogno di molto lavoro e denaro", ha detto ancora Post, il cui lavoro è stato fin qui finanziato da un donatore anonimo, desideroso di "vedere diminuire il numero di animali da fattoria abbattuti e di ridurre così le emissioni di gas serra".

Qualunque sia l'opinione sull'uso delle cellule staminali, la ricerca olandese prova quanto la scienza sia impegnata ad aprire nuovi orizzonti alla produzione alimentare. Una sfida da cui dipende buona parte della sopravvivenza futura dell'umanità. Perché, secondo gli esperti, gli attuali metodi sono insostenibili. Alcuni stimano che la produzione di carne dovrà raddoppiare entro i prossimi 50 anni per soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita. Durante questo periodo, i cambiamenti climatici, la penuria di risorse idriche e una maggiore urbanizzazione renderanno più difficile produrre cibo. In particolare, sarà difficile tenere il passo della crescente domanda di carne proveniente dall'Asia e dall'Africa, dove gli standard di vita sono in miglioramento.
(la Repubblica.it 20 febbraio 2012)

06 febbraio 2012

Sequestrati 512 kg. carne equina a Siracusa






Cinquecentododici chili di carne equina sono stati sequestrati a Siracusa dalla Guardia di finanza in una macelleria del centro storico di Ortigia, il cui titolare e' stato denunciato alla Procura per violazione delle norme sanitarie. Le condizioni igieniche del locale sono risultate carenti e la carne, trovata in cattivo stato di conservazione e sprovvista di certificazione di tracciabilita', e' stata poi giudicata non idonea al consumo da un veterinario dell'Asp e pertanto distrutta. L'esercizio commerciale e' stato sequestrato cautelativamente per impedire la prosecuzione della suia attivita', assieme alla cella frigorifera, al bancone per la vendita e a tutte le attrezzature.




(AGI) - Siracusa, 6 feb.