09 settembre 2009

Olio di cocco, il conservante alimentare naturale



Un estratto come agente antimicrobico per i cibi
Si chiama "monolaurina" – o acido laurico - l'alternativa ai conservanti artificiali per gli alimenti. Ed è un estratto di olio di cocco.La monolaurina è stata dichiarata sicura anche dalla FDA americana ed è riconosciuta per la sua attività antibatterica. In particolare, se utilizzato in combinazione con altre sostanze, può essere efficacemente usata come barriera per i microrganismi nocivi a protezione degli alimenti.A suggerire un uso come "conservante" nei cibi è uno studio condotto dai ricercatori cinesi della Zhejiang University. Gli scienziati hanno testato la validità antibatterica dell'acido laurico in diverse concentrazioni e in combinazione con altri antibatterici tradizionalmente utilizzati. Le prove sono state eseguite su ceppi batterici, tra cui quello dell'Escherichia Coli e su componenti alimentari come proteine della soia e amido solubile. Dai risultati dei test si è scoperto che la monolaurina, combinata per esempio con l'Acido etilendiamminotetraacetico (EDTA) è efficace contro l'Escherichia Coli e il Bacillus subtilis (o bacillo del fieno o dei pascoli), mentre non ha alcuna influenza contro lo Stafilococco aureus. Un'altra combinazione che prevedeva l'uso di monolaurina insieme alla nisina, ha invece sortito effetti antibatterici su tutti e tre gli agenti microbici.L'attività di conservante dell'acido laurico da solo misurata con i componenti alimentari è stata ridotta in presenza dei grassi o dell'amido, mentre è rimasta invariata in presenza delle proteine. A motivo di ciò, i ricercatori guidati dal dr. Hui Zhang hanno dichiarato che l'utilizzo migliore della monolaurina è in combinazione con altre sostanze conservanti naturali, anche se può comunque essere usata singolarmente.

Lo studio è stato pubblicato sul "Journal of Food Science".

(la stampa.it - 09.09.09)

17 agosto 2009

prosciutto di Parma in ripresa dopo ultimi mesi crisi


Il consorzio del prosciutto di Parma ha sottolineato la presenza di segnali di ripresa del mercato del preaffettato che negli ultimi mesi aveva risentito della crisi congiunturale.
Proprio il preaffettato, si legge in una nota, che ha visto i suoi volumi crescere da 15 a 52 mln di vaschette negli ultimi 8 anni, registrando nel 2008 un incremento di 3 mln di confezioni (+8,4% in Italia e +5,7% all'estero), nel 1* semestre, ha cominciato a deludere, con volumi in calo e redditivita' ridotta per le aziende produttrici.
Ma ora c'e' una inversione di tendenza. Nel mese di luglio la crescita delle vaschette di preaffettato e' del 23% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nel periodo gennaio-luglio sono state vendute 32 mln di confezioni (+4,1%) pari a quasi 4 mln di kg di prosciutto.
A trainare il mercato e' stato il Regno Unito che ha consumato circa 9 mln di confezioni (+7.6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), seguito da Francia (+2,3% con 4 mln di confezioni) e Belgio (+24,9% con 3 mln di confezioni). Oltreoceano i piu' grandi consumatori di Parma in vaschetta sono invece gli americani (800.000 confezioni) e i giapponesi (250.000 confezioni).
Nel periodo gennaio-luglio 2009 in Italia sono state vendute 9 mln di confezioni di preaffettato (+5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) pari a oltre 1 mln di kg di prodotto. com/ste

(END) Dow Jones Newswires

10 agosto 2009

CIBI SCADUTI MA ETICHETTA FALSA, NAS SEQUESTRANO SALUMI


Operazione contro il riciclaggio di prodotti alimentari scaduti e pronti per essere immessi sul mercato con una nuova etichetta che ne spostava in avanti nel tempo la scadenza. E' stata condotta dai carabinieri del Nas di Catanzaro, in collaborazione con la Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme (Catanzaro), al termine di una mirata attivita' ispettiva effettuata nei confronti di un deposito alimentare di Pianopoli (altro centro della provincia di Catanzaro) operante nel settore dei prodotti tipici calabresi. I militari hanno sequestrato oltre 3 tonnellate di salumi e prodotti carnei confezionati (salsicce, soppressate e pancette), gia' scaduti di validità da diversi mesi e pronti per essere rietichettati con date di scadenza illecitamente prorogate. Infatti sono state trovate circa 500 etichette, del tutto simili a quelle gia' applicate sui prodotti sequestrati, ma riportanti una data di scadenza posticipata di alcuni mesi, e l'apposizione di tali etichette sulle confezioni ne avrebbe consentito all'azienda in questione la vendita, ingannando pero' il consumatore che, di fatto, avrebbe acquistato un prodotto alimentare gia' scaduto. Il valore degli alimenti sottratti alla distribuzione commerciale, che verranno avviati alla distruzione, ammonta a circa 50mila euro. La titolare dello stabilimento e' stata denunciata per frode nell'esercizio del commercio.

(10.ago.2009 - repubblica.it)

09 giugno 2009

I panettoni Alemagna e Motta


VERONA (3 giugno) - Dopo 16 anni gli storici panettoni Motta e Alemagna potrebbero tornare italiani. Ad acquistarli potrebbe essere la veronese Bauli, che ha avviato trattative in questo senso con il gruppo Nestlé. La multinazionale svizzera punta a cedere il business dei prodotti dolciari da ricorrenza e i due storici marchi, escluse le attività di Motta e Alemagna nel settore dei gelati e surgelati, che resteranno a Nestlé. L'operazione, qualora andasse in porto, è destinata a rafforzare ulteriormente la posizione di Bauli sul mercato dei dolci da ricorrenza. Il panettone Motta è infatti oggi il più venduto in Italia e, complessivamente, Motta e Alemagna detengono la seconda quota del mercato dei dolci da ricorrenza in Italia, alle spalle della stessa Bauli che - secondo quanto riporta l'azienda sul proprio sito web - detiene oltre un quarto di tutto il mercato a Natale e Pasqua con punte anche del 38% nel segmento del pandoro. La trattativa in corso tra Nestlé e Bauli prevede, oltre alla cessione dei due marchi, anche la vendita del sito produttivo di San Martino Buon Albergo (Verona). La multinazionale svizzera - si legge in una nota del gruppo - ha riscontrato nella proposta di Bauli coerenze strategiche nello sviluppo del business, garanzie di salvaguardia delle attività dello stabilimento veronese, continuità occupazionale e affidabilità nella gestione di marchi storici. I brand Motta e Alemagna, nati da due aziende familiari milanesi negli anni Venti e poi rilevati dalla Sme del gruppo Iri, vennero acquistati dalla Nestlé nel 1993: allora i due marchi storici avevano numerosi problemi di redditività e di business, ma il gruppo elvetico ha fortemente investito sulle loro produzioni e ne ha rilanciato gamma e consumi.Il marchio Motta, il cui prodotto più famoso agli inizi era il tradizionale panettone meneghino, è poi diventato centrale anche nel settore dei gelati, dove è presente fin dagli anni '50: in questo campo, però, la Nestlé intende ora mantenere la proprietà del marchio, come pure dell'Alemagna, continuando nella produzione di gelati.L'ufficializzazione della trattativa fa crescere intanto la preoccupazione dei sindacati, già allarmati nei giorni scorsi dalle indiscrezioni circolate sulla stampa. «Una volta per tutte la Nestlé deve dire cosa intende fare realmente con le produzioni italiane», ha detto il segretario nazionale della Flai-Cgil, Antonio Mattioli. Il sindacato, che è preoccupato del mantenimento dei livelli occupazionali a San Martino Buon Albergo, dove sono occupati 800 lavoratori fra fissi e stagionali, ha confermato per il 5 giugno 8 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti Nestlé.
(il mattino.it 07.06.09)

13 maggio 2009

Gdo non e' trasparente sui prodotti


Prosciutti senza provenienza e formaggi senza indicazioni latte

''La grande distribuzione non aiuta l'agroalimentare a superare la crisi, ma anzi svilisce i primati del made in Italy''. La denuncia viene da Coldiretti Emilia-Romagna che ha condotto una ricerca su iper e supermercati della regione. Secondo l' organizzazione, sono state rilevate situazioni di ''poca trasparenza'' con, ad esempio, prosciutti cotti con bandiera italiana in cui l'etichetta non indica nessuna provenienza della carne. O formaggi ''nostrani'', senza indicare se siano prodotti con latte pecorino o vaccino.

(ANSA) - PARMA, 12 MAG

08 maggio 2009

Etichette alimentari nel mirino dell'Authority: troppe false promesse


In particolare, il primo gruppo di diciture esaminate riguarda frasi sulla salute e lo sviluppo dei bambini e sulla riduzione del rischio di malattie e nuove indicazioni 'funzionali' (come ad esempio il miglioramento della memoria, l'incremento della vista, la maggiore capacità di apprendimento…). I primi pareri sono stati pubblicati nell'estate 2008, gli ultimi in aprile 2009 e mancano ancora 200 dossier. Tra le etichette bocciate, quelle di un cioccolato con la dicitura "aiuta la crescita", o di barrette che promettono di far perdere peso. E ancora: un altro mito da sfatare è quello dell'assunzione quotidiana di tre porzioni di latticini per favorire un "peso corporeo ottimale" nei bambini e negli adolescenti. Altri casi riguardano un'acqua minerale che promette di ridurre la glicemia, o bevande a base di mirtillo rosso che dovrebbe aiutare a mitigare le infezioni urinarie delle donne. Respinta anche la scritta di un cibo per bambini che dovrebbe diminuire le coliche nella fascia di età compresa tra 6 e 12 mesi. 'Pollice verso' anche per i "latticini che aiutano la salute dentale", per "le pastiglie di semi di lino e di soia che riducono il rischio osteoporosi", per i "fichi d'India che migliorano il colesterolo". Un giudizio, quello dell''Efsa, che però non è ancora definitivo, poiché le aziende possono presentare una nuova documentazione scientifica. In ogni caso spetta poi alla Commissione europea decidere se e come censurare i messaggi ritenuti incompleti o non veritieri. Ma non tutti i pareri dell'Efsa sono critici. Il panel di esperti - informa una nota della Asl di Modena, organizzatrice della Convention 'Sicura' - ha ritenuto valida la frase sull'abbassamento del colesterolo, riportata sull'etichetta di due yogurt arricchiti con esteri di stanolo vegetale (conosciuti dal pubblico come fitosteroli ) supportata da 71 studi clinici e ha confermato l'efficacia dello yogurt nel ridurre del 10% circa il colesterolo Ldl. Anche la frase delle gomme da masticare a base di xilitolo che riducono la carie è stata ritenuto valida. Dai risultati emerge la sensazione che poche aziende realizzano studi approfonditi prima di riportare diciture salutistiche sulle etichette. La maggior parte propone vantaggi inesistenti sulla base di studi e ricerche di scarso valore scientifico.

17 aprile 2009

I quattro pilastri dell' alimentazione sportiva

Variazione dei cibi, apporto di sostanza nutrienti ed energetiche, rispetto delle proporzioni tra carboidrati, proteine e grassi e regolarità nel ritmo dei pasti: queste sono le quattro regole.

Migliorare la nutrizione di chi fa sport ed, in generale, promuovere una migliore coscienza alimentare.
Questo l'obiettivo della campagna educazionale "il mese dell'intestino sano", sostenuta da Yakult con il patrocinio di Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica): l'iniziativa, che farà tappa in varie città, vuole sensibilizzare sulla necessità di tenere in salute l'intestino, vero e proprio centro di benessere per l'organismo.

Tra le varie idee presentate, si darà spazio alle quattro regole d'oro per l'alimentazione degli sportivi: variazione dei cibi, apporto di sostanza nutrienti ed energetiche, rispetto delle proporzioni tra carboidrati, proteine e grassi e regolarità nel ritmo dei pasti.

Sull'argomento, spiega Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell'Alimentazione, docente presso il Coni di Roma e alle università di Modena-Reggio Emilia e alla Sapienza di Roma:" Nell'alimentazione dello sportivo non esistono alimenti "magici" o diete particolari che possano migliorare la prestazione atletica.
Nella prescrizione di una proposta nutrizionale per coloro che si dedicano alla pratica sportiva, a prescindere dal livello tecnico-atletico individuale, si deve tenere conto delle abitudini alimentari preesistenti, valutare le esigenze nutrizionali quantitative (apporto energetico) e qualitative (composizione della razione alimentare in macro e micronutrienti), nonché informarsi sui contenuti tecnici e sugli orari del programma d'allenamento, e sulla programmazione degli impegni agonistici.
Per il periodo dell'allenamento lontano dagli eventi agonistici, è invece consigliabile una dieta prudente molto simile all'alimentazione consigliata anche per la popolazione generale. L'unica caratteristica distintiva dell'alimentazione di un atleta impegnato in continui e gravosi programmi di allenamento è rappresentata da un aumentato fabbisogno di energia direttamente correlato all'effettivo aumentato dispendio energetico, laddove questo si verifichi. I nostri bisogni di energia e quindi di cibo dipendono principalmente dal livello di attività fisica che pratichiamo, per motivi di lavoro o per piacere o per fini salutistici."

In generale, quindi, due sono i punti focali del discorso. In primis, il modello progettato dagli studiosi riprende le regole della dieta mediterranea (o di qualunque altra dieta bilanciata) perché ricca di alimenti in grado di garantire un buono stato di salute generale e un'efficiente funzionalità intestinale.
Secondo, in caso d'interruzione o di riduzione dell'attività, bisogna diminuire proporzionalmente la quantità di cibo. In questa situazione, possono essere anche alcuni prodotti alimentari in grado di concorrere ad un adeguato apporto di quei principi nutritivi, pre e probiotici, capaci di favorire una migliore funzionalità intestinale e di contribuire alla prevenzione dei più comuni disturbi dell'apparato gastro-enterico.

Quindi, i soggetti "deboli", come atleti novizi nei periodi di carico di lavoro più intenso, devono rafforzare le proprie difese immunitarie in maniera particolare; a tali individui l'uso di pre/pro biotici può risultare particolarmente vantaggioso.
(NEWSFOOD.com - 16/04/2009)

20 gennaio 2009

Integratore alimentare con presenza di metalli pesanti. Ministero invita a non consumarlo


Attraverso il sistema rapido di allerta (RASFF), il punto di contatto inglese ha comunicato che sono stati riscontrati, in un integratore alimentare a base di argilla, elevati livelli di arsenico, piombo e tallio, in seguito alla segnalazione di consumatori che avevano presentato sintomi quali vertigini, perdita di concentrazione e dell'accomodazione visiva, palpitazioni e crampi allo stomaco. Gli stessi si sarebbero manifestati in seguito all'ingestione del prodotto denominato mineral drink venduto in confezione doppia da 100 ml (2×100ml) esclusivamente sul sito della ditta di produzione la fangocur al seguente indirizzo http://www.fangocur.com/index_125_125__461_2_0__.html

La sintomatologia può essere messa in relazione alla presenza nel prodotto di elevate concentrazioni di metalli pesanti. Il Ministero del Lavoro, Salute e delle Politiche Sociali invita tutti coloro i quali fossero in possesso del prodotto avente le caratteristiche sopra descritte, a non consumarlo e consegnarlo alle autorità sanitarie competenti per zona.
I metalli si accumulano lentamente e progressivamente negli organi (ossa, fegato, rene, SNC, tessuto adiposo) e nei tessuti svolgono la loro azione dannosa. L' eccesso di metalli nel nostro corpo blocca l'attività di numerosi complessi enzimatici, inducendo una vasta gamma di sintomi. L'arsenico si accumula nel fegato, rene, milza e tessuto nervoso; è assorbito a livello intestinale ed è escreto con estrema lentezza: questo spiega l'effetto tossico per progressivo accumulo. I danni dipendono dalla quantità e dal tempo di ingestione. Si può avere l'avvelenamento acuto, con sintomi gastroenterici e renali.
Il Piombo determina spasmo della muscolatura liscia dell'apparato digerente e dei vasi periferici responsabili delle coliche addominali, ipertensione arteriosa, alterazioni renali, encefalopatia, lesioni tossiche dei nervi periferici responsabili delle paralisi, emolisi dei globuli rossi per modificazioni della membrana cellulare.
Il tallio è un elemento altamente tossico che, come il piombo, si accumula in molti tessuti dell'organismo; è rapidamente e completamente assimilato quando viene ingerito. L'eccesso di tallio provoca disturbi del sonno, problemi cardiaci, visivi e dermatologici, disturbi epatici e disfunzioni renali.

19-01-2009 - help consumatori

12 gennaio 2009

Blitz Cc, trovati pomodori scaduti da 10 anni


Blitz Cc, trovati pomodori scaduti da 10 anni

Tre tonnellate di prodotti alimentari scaduti o in cattivo stato di conservazione sono stati sequestrati dai carabinieri a Ariano Irpino. Tre le violazioni piu' gravi si segnala il sequestro di 50 kg di passata di pomodorini in scatola scaduti da dieci anni: erano nel magazzino di un distributore all'ingrosso che forniva supermercati e ristoranti delle province di Avellino e Foggia. In un discount sono stati sequestrati 100 Kg di alimentari conservati in ambiente inadatto. AVELLINO, 10 GEN 2009 - ANSA

07 gennaio 2009

Dalla Cina alimenti ‘avvelenati’


Si tratta di tonnellate di proteine di riso destinate a una società milanese


Due container contenenti prodotti destinati all’alimentazione e provenienti dalla Cina sono stati sequestrati al porto di Ravenna. Il prodotto stoccato nei container è stato analizzato ed è emerso che contiene sostanze altamente dannose per la salute umana. Degli accertamenti, condotti in primo luogo dal personale della Dogana di Ravenna poi affiancato dalla Guardia di Finanza, è stata informata la Procura della Repubblica. La notizia di reato è stata registrata — a quanto pare — a carico di ignoti. Il sequestro dei container risale agli inizi di dicembre, ma solo negli ultimi giorni la notizia è trapelata, anche se mancano ancora non pochi dettagli. Inspiegabilmente, visto la portata della vicenda e le sue potenziali conseguenze sulla salute dell’uomo, anche se rese inoffensive dall’azione tempestiva della Dogana, non si è ritenuto di dare immediata, doverosa divulgazione.La vicenda, come si diceva, risale alla prima metà di dicembre. I due contenitori sono stati scaricati da una nave portacontainer: dalla documentazione di imbarco risultava che la merce contenuta, prodotti alimentari, proveniva dalla Cina. A quel punto, seguendo anche precise direttive comunitarie — la Decisione della Commissione europea emanata il 26 settembre scorso — adottate dopo il dilagare, in Cina, dello scandalo del latte in polvere per bambini contaminato dalla melamina, il personale della Dogana, in collaborazione con gli uomini della Guardia di Finanza della Prima Compagnia, quella che ha competenza sul porto, ha proceduto all’apertura dei sigilli dei due container e all’ispezione del prodotto. La Decisione Ue, infatti, vieta l’importazione dalla Cina di prodotti composti, come biscotti, cioccolata e altro, contenenti latte o derivati e destinati all’uso alimentare, mentre obbliga al controllo tutti gli alimenti composti provenienti dalla Cina e che contengano oltre il 15 per cento di latte in polvere. E’ inoltre obbligatorio il controllo di tutte le spedizioni di prodotti composti per i quali non sia possibile determinare il contenuto di prodotto lattiero, allo scopo di verificare che il livello di melamina non superi i 2.5 milligrammi per chilo. Il prodotto stivato nei container è costituito — a quanto pare — da confezioni di proteine di riso per un peso totale di qualche tonnellata. La merce è stata fatta analizzare al laboratorio dell’Ausl di Ravenna e il responso, ottenuto in pochi giorni, ha fatto drizzare i capelli agli inquirenti: le proteine di riso risultavano contenere un additivo pericolosissimo per la salute umana. Si tratterebbe proprio della melamina, sostanza tossica utilizzata nella fabbricazione di colle e plastiche, un prodotto industriale a basso costo e ad alto contenuto di azoto che viene miscelato a certi prodotti alimentari per accrescerne fraudolentemente il livello apparente di proteine e quindi aumentare il loro valore merceologico. Conosciuto il risultato delle analisi, Dogana e Finanza hanno proceduto al sequestro dei due container e hanno provveduto a inviare la notizia di reato alla Procura della Repubblica: il pm incaricato di dirigere le indagini è Roberto Ceroni il quale ha delegato il personale della Finanza ad eseguire perquisizioni in alcune città del Nord, in Lombardia, in primo luogo a Milano. Qui infatti risulta avere sede la società cui apparentemente era destinata la merce, ovvero la società che si sarebbe dovuta presentare in porto a Ravenna a ritirare la merce una volta che fosse stata sdoganata. Il fatto è che la società non si è mai fatta avanti: non solo, le indagini hanno permesso di accertare un organigramma societario fatto di scatole cinesi create ad arte — sembra di capire — per nascondere le persone fisiche cui quel prodotto era destinato.Ora i due container e la merce è ancora in zona portuale, nella cosiddetta ‘zona franca’, nel senso che è come se non fossero mai stati sbarcati. Ma va da sè che nessuno li reclamerà; oltretutto poichè il loro contenuto è direttamente collegato al territorio italiano, essendo destinato a una società italiana, il sequestro è pienamente legittimo e alla fine il prodotto sarà distrutto. Si tratta del più grosso sequestro di prodotti contaminati provenienti dalla Cina mai effettuato in Italia.
(il resto del carlino - 07.01.2009)