07 agosto 2008

Crolla consumo bevande nei mesi estivi: -6%


Primo semestre negativo; più colpiti i bar tradizionali: -7%

Preoccupante calo dei consumi di bevande estive fuori casa. Il primo semestre 2008 si è chiuso con un -6%, che è confermato anche per i mesi estivi. Il dato emerge dalla periodica indagine realizzata da Cda (Consorzio distributori alimentari), gruppo indipendente italiano di distributori, che rappresenta oltre l'11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari. Responsabile del fenomeno è l'inflazione ma anche il caldo estivo che ha tardato ad arrivare.
Secondo l'indagine, che si basa sui dati di oltre 16mila pubblici esercizi, la situazione è peggiore al Nord, dove i consumi calano del 7,36% nel Nord Ovest e sfiorano un calo del 10% al Nord Est. Meno preoccupante il dato del Sud (-4,49%), mentre tiene il Centro, dove i consumi di bevande fanno registrare un +1,35%.
I canali più colpiti "sembrano essere i bar tradizionali", spiega il Cda, dove il calo sfiora il 7%. Ma soffre anche tutto il comparto della ristorazione che, in linea con la media nazionale, fa registrare un netto -6,19%. Migliore la situazione dei locali dedicati al tempo libero serale, dove, complice la stagione, il calo è del 3,38%.
E' netta la flessione per gli sciroppi, ingrediente primario dei cocktail, con quasi il -22% pressoché in tutti i comparti. In caduta libera i cosiddetti ready to drink, con una media di -18,24% (e un calo di oltre il 20% nel comparto dei bar e nella ristorazione e di quasi il 10% nei locali serali). In difficoltà anche aperitivi monodose (-10,28%), bibite piatte (-9,30%) e birre (-9,39%). Ma sia per le bibite piatte che per le birre, spiega il Consorzio, il calo dei consumi fa segnare percentuali meno preoccupanti nei locali del tempo libero serale (-2,19% e -3,78%), dove invece scendono di molto i succhi di frutta (-13,32%), gli aperitivi e i vermouth (-10,84%).
Perdono terreno i cosiddetti vini speciali, con un "allarmante -9,34% nella ristorazione e un -10,45% nei locali serali, a fronte anche di un tasso di inflazione che supera il 6%". Tiene bene l'acqua, che perde solo il 4%. Unica voce fuori dal coro gli energy drink, che crescono del 7,26%, e non sembrano conoscere la crisi dei consumi.
Il direttore di Cda, Lucio Roncoroni, parla di "dati allarmanti" che "confermano il trend di un calo generalizzato dei consumi in tutti i comparti. Nemmeno la stagionalità ci ha aiutato - conclude - mentre l'inflazione, che nel nostro settore sfiora il 2,80%, con picchi del 6% per i vini speciali, del 4,43% per le bibite piatte e di quasi il 3,50% per acqua, vini e aperitivi, non potrà che peggiorare ulteriormente la situazione".

Roma, 6 ago. (Apcom)