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23 maggio 2008

CFS, TRAFFICO MARMELLATA CONTRAFFATTA VERSO USA


Ditta pescarese vendeva, produzione a Campobasso e Verona

ROMA, 20 MAG - Scoperto traffico di almeno 400 mila vasetti di marmellata contraffatta inviati negli Stati Uniti in 20 container. Il Cfs di Vicenza e Pescara ha accertato che il traffico avveniva attraverso l'utilizzo di falsi marchi sia della societa' che delle certificazioni biologica e kosher, con un danno per la 'Rigoni di Asiago' da un mln di euro. Le confetture venivano vendute da una ditta pescarese, la produzione era commissionata a 2 aziende di Campobasso e Verona. (ANSA)

22 maggio 2008

BARI,GDF SEQUESTRA 11MILA BOTTIGLIE ACQUA


(AGI) - Bari, 20 mag. - I militari della Guardia di Finanza di Bari hanno posto sotto sequestro 11mila bottiglie di acqua minerale, scoperte in un'area all'aperto di un grande supermercato di Palese (Ba). Le "fiamme gialle" hanno accertato che il titolare, anziche' predisporre un idoneo locale per stivare l'acqua minerale destinata alla vendita, la lasciava depositata direttamente esposta al sole, senza quindi osservare - cosi' come previsto dalla normativa - le precauzioni igienico sanitarie dirette ad evitare che il prodotto stesso possa subire una alterazione che ne comprometta la genuinita' o commestibilita'. Il commerciante e' stato denunciato per violazione della disciplina sulla conservazione di bottiglie di acqua minerale in contenitore PET.(AGI)

21 maggio 2008

LE MULTINAZIONALI GUADAGNANO MILIARDI GRAZIE ALLA CRESCENTE CRISI ALIMENTARE


Gli speculatori sono accusati di far alzare i prezzi dei cibi fondamentali mentre 100 milioni di persone affrontano una grave carenza di ciboThe Independent on Sunday può rivelare che i giganti del business agricolo stanno ricavando guadagni e profitti sempre crescenti dalla crisi alimentare mondiale che sta portando milioni di persone verso la morte per fame.

... I prezzi di grano, mais e riso si sono impennati durante l'ultimo anno portando i poveri -- che già spendono circa l'80% del loro reddito per il cibo -- alla fame e all'inedia. La Banca mondiale afferma che altri 100 milioni di persone stanno affrontando una grave crisi alimentare. Eppure alcune delle più ricche aziende alimentari mondiali stanno realizzando profitti da record. Lo scorso mese la Monsanto ha riferito che il suo guadagno netto per gli ultimi tre mesi sino alla fine di febbraio di quest'anno è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2007, da $ 543 milioni a $ 1,12 miliardi. I suoi incassi sono aumentati da $ 1,44 miliardi a $ 2,22 miliardi. I guadagni netti della Cargill sono cresciuti dell'86% da $ 553 milioni a $ 1,03 miliardi per gli stessi tre mesi. E la Archer Daniels Midland, uno dei più grandi lavoratori agricoli di soglia, mais e grano, ha incrementato i suoi guadagni netti del 42% nei primi tre mesi di quest'anno da $ 363 milioni a $ 517 milioni. I profitti di esercizio per la commercializzazione e le operazioni di gestione delle granaglie si sono moltiplicati 16 volte da $ 21 milioni a $ 341 milioni. In modo simile, la Mosaic Company, una delle più grandi aziende di fertilizzanti al mondo, ha visto crescere di più di 12 volte i suoi introiti per i tre mesi precedenti al 29 febbraio: da $ 42,2 milioni a $ 520,8 milioni a seguito di una carenza di fertilizzanti. I prezzi di alcuni tipi di fertilizzanti si sono più che triplicati durante l'ultimo anno dato che la domanda ha sorpassato l'offerta. Come risultato, i piani per incrementare i raccolti nei paesi in via di sviluppo sono stati duramente colpiti. La Food and Agriculture Organisation (FAO) riferisce che 37 paesi in via di sviluppo hanno urgente bisogno di cibo. Sommosse per il cibo stanno scoppiando in tutto il globo, dal Bangladesh al Burkina Faso, dalla Cina al Camerun e dall’Uzbekistan agli Emirati Arabi Uniti. Benedict Southworth, direttore dello World Development Movement, la scorsa settimana ha definito “immorale” l'escalation di introiti e profitti. Egli ha detto che i compensi degli aumenti del prezzo del cibo vengono trattenuti dalle grandi aziende e non raggiungono gli agricoltori del mondo in via di sviluppo.
.... La Cargill afferma che i suoi risultati “riflettono l'effetto cumulativo di aver investito più di $ 18 miliardi in capitale fisso e lavoro negli scorsi sette anni per espandere i nostri stabilimenti, le capacità di servizio e la conoscenza in tutto il mondo”. Le rivelazioni sono destinate ad aumentare la rabbia contro le aziende multinazionali dopo la rivelazione della scorsa settimana che la Shell e la BP insieme hanno registrato profitti per 14 miliardi di sterline nei primi tre mesi dell'anno--l'equivalente di 3 milioni di sterline l’ora--grazie alla crescita dei prezzi del petrolio. La Shell ha immediatamente attratto condanne ancora maggiori annunciando il suo ritiro dei piani di costruzione della più grande centrale eolica al mondo al largo della costa del Kent. ...
( Titolo originale: "Multinationals make billions in profit out of growing global food crisis"Fonte: http://www.independent.co.uk)

13 maggio 2008

3 PROSCIUTTI SU 4 SONO ORMAI STRANIERI


(AGI) - / mag - Tre prosciutti (cotti e crudi) su quattro sono ormai stranieri. Cioe', un prodotto con cosce di suino importate dall'estero. E con nomi di fantasia si cerca anche di confondere il consumatore spacciandoli per "made in Italy": "prosciutto del contadino", "prosciutto nostrano", "prosciutto di montagna", "dolce di Langhirano". A segnalarlo e' la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per questa "invasione" (nel 2007 ne sono arrivati oltre frontiera piu' di 60 milioni) che rischia di avere pesanti conseguenze per i nostri allevatori di suini, gia' alle prese con una serie di gravi difficolta'. D'altra parte, proprio i suinicoltori italiani -avverte la Cia- dopo anni di calo del prezzo dei suini e aumenti vertiginosi dei costi di produzione hanno deciso: " lo sciopero del prosciutto". Il primo effetto e' che gia' quattro milioni di suini non saranno certificati dagli allevatori. Il rischio reale e' la scomparsa dalle tavole degli italiani di ben 16 Dop (Denominazione d'origine protetta) di prosciutti e salami. D'altronde, basta un dato per far capire la situazione in cui versano piu' di centomila allevatori italiani. Fatto cento il valore finale dell'intero suino, il costo pagato all'allevatore -segnala la Cia- corrisponde a poco meno del 15 per cento di quello che spende il consumatore. Il restante 85 per cento e' da dividere tra macello, industria e dettaglio. Un prezzo, quindi, che si gonfia lungo tutta la filiera.(AGI)

12 maggio 2008

Red Bull e caffeina, Codici chiede controlli all'EFSA

La bevanda Red Bull è stata bandita dal commercio sia in Francia che in Danimarca per via di timori legati all'alto contenuto di caffeina, glucuronolattone e taurina. Secondo quanto emerge da alcuni studi sulla bevanda che "Ti Mette Le Ali", il mix alcol/ bevanda energetica può essere pericoloso. Lo ricorda Codici che chiede controlli all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sul prodotto. "L'ipotesi è che l'alto tasso di c caffeina contenute - commenta la responsabile del settore Agroalimentare dell'associazione, Valentina Coppola - danno all'individuo, sotto effetto di alcol, una falsa sensazione di sobrietà che può condurlo a compiere azioni impegnative, senza rendersi conto che le proprie capacità di reazione e valutazione sono alterate, come guidare l'automobile".
"Riteniamo che sia indispensabile - commenta il segretario Nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli- non solo apportare i dovuti controlli, ma che i produttori, qualora i rischi fossero accertati scientificamente, segnalassero attraverso le etichette gli effetti derivati dalla miscela delle bibite all'alcol e altri possibili pericoli derivati dal suo consumo. Ricordando che Red Bull e vodka è un usanza comune dei giovani contemporanei che frequentano le discoteche".
Pertanto, il Codici chiede all' EFSA di avviare nuovi controlli sulla quantità e qualità di determinate sostanze all'interno della bevanda in relazione al ritiro del prodotto da parte di Paesi dell'Unione Europea come Francia e Danimarca a causa di timori fondati e non risolti Chiediamo, inoltre, ai produttori delle bevande, in seguito delle opportune verifiche, l'obbligo di porre le etichette sulla modalità d'uso al fine di consentire ai consumatori di essere adeguatamente informati e tutelati sugli alimenti che scelgono.
(help consumatori - 12.05.08)